Stinco di vitella al vino rosso



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Ragazzi da quanto tempo!!
Non pensiate che vi abbia dimenticati ed abbandonati insieme al blog.
Ogni giorno mi avete tenuto compagnia e tormentato con la voglia di ritornare con qualche buona ricetta, qualche immagine ma al solito mediocre, e soprattutto qualche indiscrezione riguardo la vita matrimoniale che va ogni giorno assestandosi.
Non vorrei esagerare passando da un lunghissimo periodo di silenzio ad un post di rientro quanto mai logorroico.
Vi ragguaglierò sulle ultime novità molto presto. intanto, giusto per sfamare le tante bocche rimaste all'asciutto Vi lascio una ricetta di semplicissima esecuzione. Si, confermo, semplicissima perchè a parte il tempo di marinatura della carne ed il tempo della cottura non c'è molto da fare.
Gli ingredienti sono pochi,semplici e di larghissimo consumo.
Bisogna solo avere un bravissimo macellaio che vi metta da parte un buon pezzo di stinco di vitella.
Un unico avvertimento riguarda il costo non proprio contenuto dello stinco, che però, considerato il fatto che non è proprio un piatto da cenetta a due, bensì adatto per una cena o un pranzo conviviale con amici e parenti (io l'ho preparato anni fa per Natale), permettendo anche di prepararlo con un buon margine di anticipo, si ammortizzano sia la spesa che il tempo da poter dedicare agli ospiti.


Ingredienti:
1 stinco di vitella di circa 3 kg,
1 L e 1/2 di ottimo vino rosso (di solito Barbera)
1 rametto di rosmarino,
2 o 3 spicchi d'aglio,
2 foglie d'alloro,
timo,
qualche chiodo di garofano,
sedano carota e cipolla in dadolata
sale e pepe,
farina q.b.
olio extravergine d'oliva

Per prima cosa bisogna mettere lo stinco a marinare con l'aglio, il vino e le erbe aromatiche per almeno una notte intera (io, questa volta, l'ho tenuto un giorno ed una notte ed il risultato è stato notevolmente migliore), rigirando spesso sia gli aromi che la carne, in modo che non si asciughi mai.
Passato il tempo della marinatura si prende la carne e la si asciuga per benino, tenendo da parte il liquido della marinatura.
S'infarina e si massaggia per bene lo stinco e lo si cosparge di sale e pepe. Ora lo si fa rosolare in un filo d'olio e quando la carne sarà tutta sigillata si unisce la dadolata di sedano, carota e cipolla (attenzione a non farne dadini troppo piccoli perchè si brucerebbero, di solito si cerca di tenere una certa proporzione tra il pezzo di carne da cuocere e la dadolata).
Si abbassa un po' la fiamma e si cuoce per una decina di minuti.
Quindi si aggiunge il vino della marinata con le sue erbe e si lascia cuocere ber 3 o 4 ore a fuoco moderato, rigirando spesso la carne.
Badate bene che in cottura la carne tende a restringersi notevolmente pur rimanendo tenerissima, perciò non pensiate che quel bel pezzo di stinco sfamerà una legione intera ma andrà bene comunque per una decina di persone.
Quando la cottura è terminata prelevate lo stinco e frullate il liquido di cottura ottenendone una salsa che vi servirà d'accompagnamento, una volta impiattata la carne.
Di contorno avrei tanto voluto servire dei crauti rossi ma si sa, quando una cosa non ti serve ci sbatti il naso davanti ogni giorno, quando poi decidi di comprarla con tanto di acquolina in bocca... non ce n'è manco a pagarla a peso d'oro!
Perciò mi sono limitata a delle semplici cime di rapa lessate e condite con semplice citronnette. Naturalmente qui non si trovano le "vere" cime di rape ma solo le foglie, che a casa mia si fanno stufate.. però erano buone lo stesso e ce le siamo spazzolate da bravi



Articolo tratto da: Sunnypam.. - http://sunnypam.altervista.org/
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